Bonifica Stoppani

Gli affioramenti di cromo in località Marina Grande.

Sul nostro territorio si sono verificati ben due dei maggiori disastri ambientali italiani: l’incendio e l’affondamento della petroliera Haven nel 1991 e l’inquinamento da cromo tri ed esavalente provocato da 100 anni di attività dello stabilimento Stoppani.

L’area dello stabilimento Stoppani e l’ambiente da esso avvelenato sono oggi SITO DI INTERESSE NAZIONALE, retto da una struttura commissariale alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio, preposta alla bonifica del territorio di Arenzano e Cogoleto.

Un aspetto importante, una sconcertante anomalia di questa opera di bonifica costituisce il fondamentale motivo che ci spinge sia come cittadini che come associazione a denunciare una gravissima situazione ambientale che sembra purtroppo non così percepita dalle istituzioni locali, da noi ripetutamente interessate:  la permanenza di crostoni di cromo, affioranti sulla battigia del litorale di Arenzano in località Marina Grande.

Riteniamo pertanto opportuno riassumere brevemente i principali eventi, a noi noti e documentati, succedutisi ad oggi.

In un progetto di bonifica, la cui prima stesura da parte del Commissario Delegato risale al maggio 2008 col titolo “Progetto di bonifica con misure di sicurezza degli arenili ricadenti nel sito di interesse nazionaleStoppani – Lotto B”, era prevista l’asportazione di cromo dai litorali con precise indicazioni delle aree interessate e delle qualità, delle quantità, delle modalità di asporto, trasporto e stoccaggio delle sostanze inquinanti nonché dei tempi di esecuzione.

I lavori, appaltati dalla Struttura Commissariale e pagati per la sola bonifica del litorale di Arenzano con  una somma ben superiore ai 3 milioni di euro, sono terminati alla fine di aprile 2010 e in corso di esecuzione dovevano essere sottoposti, per contratto, a continuo monitoraggio nonché ai collaudi in corso d’opera e al termine.

La Provincia di Genova, con provvedimento dirigenziale 7989 del 20.12.2010,  ha rilasciato la certificazione provvisoria di avvenuta bonifica che, per contratto, ha assunto carattere definitivo trascorsi i due anni dalla sua emissione.

Purtroppo, nonostante la certificazione, a partire dal novembre 2011 alcuni crostoni, evidentemente non asportati,hanno iniziato a comparire periodicamente sul nostro litorale in località Marina Grande a seguito di violente mareggiate e a permanere per intervalli più o meno lunghi .

Questi periodici affioramenti sono stati documentati mediante fotografie del tutto esaustive circa le dimensioni, il luogo e la cronologia; la documentazione è stata sottoposta e consegnata all’Amministrazione Comunale di Arenzano che ne ha informato la Struttura Commissariale che infine, dopo molte e ingiustificate perplessità circa l’effettiva presenza, sembra abbia relazionato specificando di ritenere più pericolosa l’asportazione dei crostoni che non la loro permanenza in loco.

Finalmente a inizio 2013  il Comune di Arenzano e poi il Difensore Civico, cui un cittadino si era rivolto visto l’immobilismo degli enti, hanno dato incarico all’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) di accertare “l’esatta situazione ambientale” dei luoghi interessati.

Dalla lettura della relazione si evince che i crostoni affiorano, mettendo così a tacere gli scettici; nella conclusione si dice che “in ogni caso si rimanda a una valutazione definitiva della Struttura Commissariale, in relazione anche alla eventuale opportunità di procedere all’asportazione degli affioramenti residui”, suggerendo la soluzione ma ridando anche fiato al balletto delle competenze .

E’ singolare il fatto che oggi si manifestino contrarietà all’asportazione dei residui, paventandone la pericolosità maggiore della permanenza in loco, quando invece si è considerata una assoluta priorità per la salute prelevarne quantità di gran lunga superiori in virtù di studi approfonditi e operazioni che hanno comportato un ingentissimo impiego di capitali pubblici.

A corollario di questa nostra esposizione dei fatti sentiamo il dovere di riferire che alcuni cittadini abitanti nei pressi degli affioramenti e del  tratto di litorale oggetto di bonifica affermano che i lavori, regolarmente iniziati e alacremente proseguiti da levante a ponente, vennero interrotti a seguito di una violenta mareggiata, i macchinari e le attrezzature posti al riparo non furono riportati sul sito e le operazioni cessarono definitivamente, lasciando priva di intervento proprio quella porzione del litorale di Arenzano ove avvengono gli affioramenti.

"Unghiate" delle escavatrici sui fondali
“Unghiate” delle escavatrici sui fondali (Dicembre 2013)


In alcune delle foto scattate a Marina Grande nel dicembre 2013 sono perfettamente distinguibili sulla superficie del crostone le tracce delle “unghiate” dello scavatore; segno evidente che il crostone stesso è stato oggetto di un intervento iniziato ma non debitamente e totalmente portato a termine.

Questa prova fotografica confuta in modo definitivo i dubbi espressi nella relazione dell’ARPAL circa l’ubicazione degli affioramenti.

Quanto qui esposto e’ stato oggetto di una lettera inviata a febbraio 2014 alle autorità competenti, nazionali e locali, nella quale si chiede che si provveda con la massima sollecitudine possibile alla salvaguardia di quello che resta dell’ambiente e soprattutto della salute dei cittadini.

Il 10 Novembre 2015 è stato pubblicato un articolo su Il Secolo XIX riguardante l’argomento.
Il 18 Gennaio 2016 ancora su Il secolo XIX un altro articolo riporta le nostre segnalazioni, mentre Rai 3 trasmette un servizio al riguardo il giorno seguente.